Dal Monte Frasassi, passando per il Foro degli Occhialoni e la grotta del Mezzogiorno, fino a raggiungere il Passo del Lupo ecco i trekking nelle Marche che cercavi
Ciao e Benvenuto/a in questo nuovo articolo,
oggi voglio parlarti di una Regione Italiana meravigliosa ma ancora poco conosciuta:
Le Marche.
Una regione che si svela lentamente, che non grida la propria bellezza, che non cerca il colpo d’occhio immediato.
Questa é una di quelle zone d’Italia che richiede tempo per essere scoperta, un passo lento per essere vissuta e la mente aperta per conoscere tutti i dettagli delle sue curiosità.
Ed è proprio per questo che io sono qui, per consigliarti di scoprirla camminando, con semplici trekking tra mare, montagna e collina.
In questo articolo ho raccolto alcuni dei percorsi che più mi hanno colpita.
Ma, attenzione, questa non è una lista “da spuntare”, ma una guida pratica basata sulla mia esperienza, con consigli utili per chi si chiede:
- cosa fare nelle Marche in una giornata?
- dove andare per un trekking semplice ma appagante?
- quali sentieri scegliere se si vuole camminare in autonomia?
Bene, fatta questa premessa, prima di iniziare a scoprire i dettagli di questi trekking nelle Marche, se é la prima volta che leggi il mio blog, lascia che mi presenti brevemente:
Io sono Mary, Travel Blogger, Travel Content Creator e Tour Leader.
Vivo, delle emozioni, che ogni luogo sa regalarmi.
Ed, al ritorno da ogni mio viaggio, mi trasformo in una Storyteller, per raccontarti la mia esperienza.
Ed ora che ci conosciamo meglio, iniziamo ad addentrarci nella storia, nelle tradizioni e nelle meraviglie delle Marche.
Nell’ultimo anno ho attraversato questa regione più volte, sempre con lo zaino leggero e una giornata (o poche ore) a disposizione.
Ogni trekking era basato su programmi semplici, solo con tanta voglia di trascorrere una giornata diversa, seguendo i sentieri e passeggiando nella meravigliosa natura marchigiana.
E ogni volta ho avuto la stessa sensazione: le Marche sono una destinazione ideale per chi cerca trekking giornalieri, da fare in solitaria o con poche persone, lontano dalla folla e vicino alla natura.
Una delle mie prime esperienze é stata esplorare la zona di Genga, una profonda e stretta valle scavata dal fiume Sentino.
Esplorare questa Valle significa cambiare prospettiva e se, come me, vuoi farlo da una prospettiva privilegiata, panoramica e tanto bella da togliere il fiato, allora non puoi non salire verso la vetta del
Monte Frasassi: una vetta che domina le Gole
Qui, dall’alto, le celebri Gole si trasformano in un disegno inciso nella roccia, e l’Appennino marchigiano mostra tutta la sua complessità.
Questo é un trekking che unisce fatica e soddisfazione: la salita richiede impegno, ma l’arrivo in vetta ripaga ogni passo.
L’esperienza sul sentiero
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Per la precisione sono circa 7,2-km (andata e ritorno).
Si tratta di un percorso generalmente considerato impegnativo che richiede una media di 3/4 ore, a seconda del tuo andamento e del tuo allenamento.
La cosa bella di questo sentiero, oltre ovviamente ad essere ottimo per un meraviglioso Trekking, è che non incontrerai mai molte altre persone durante l'esplorazione, quiondi puoi andare al passo che desideri ed impiegare tutto il tempo che vuoi. Insomma puoi goderti quest'esperienza a 360°.
Il percorso attraversa ambienti diversi: boschi, tratti aperti, creste panoramiche.
Man mano che si sale, il paesaggio si allarga e lo sguardo impara a spingersi più lontano.
In vetta, il tempo sembra fermarsi. È uno di quei luoghi dove si resta in silenzio, non perché manchino le parole, ma perché non servono.
Curiosità che forse non sai sul Monte Frasassi
- Tutti conoscono Frasassi “sotto” (per via delle famose grotte), pochissimi Frasassi “sopra”.
- Le vette erano punti di osservazione naturali, utili per controllare vallate e vie di comunicazione.
- Dalla vetta riesci a scorgere tutto il territorio come una mappa viva: ed è il punto in cui capisci davvero come sono nate le Gole.
Consigli pratici
- Allenamento medio richiesto
- Attenzione al vento in quota
- Ideale nelle mezze stagioni
- Portare sempre uno strato antivento, anche in estate
La mia prima tappa é stata il
Foro degli Occhialoni: uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino marchigiano
Un enorme arco naturale scavato nella roccia calcarea che si apre come una finestra monumentale sulla montagna.
Il nome deriva proprio dalla forma della cavità: due grandi aperture che ricordano un paio di occhi spalancati sulla valle.
Qui la geologia è protagonista assoluta… Milioni di anni di erosione hanno modellato la parete, creando un ambiente che trasmette una sensazione di forza primordiale.
Come si raggiunge il Foro dell'Occhialone?
La partenza migliore del percorso é dal piccolo paesino di Pierosara.
Parcheggia vicino alla chiesetta e da lì intraprendi il sentiero 117.
Il sentiero è molto bello e suggestivo, bisogna fare un po’ di attenzione, soprattutto nell’ultimo tratto dove il terreno e le rocce potrebbero essere un po’ scivolose.
Mi raccomando non avventurarti con semplici scarpe da ginnastica ma indossa delle adatte scarpe da trekking, porta con te dell’acqua e se vuoi regalarti in questo paradiso del tempo senza fretta, aggiungi nel tuo zaino un panino o degli snack.
Ed una volta arrivati sulla cima godetevi la vista e la grande emozione che questo paesaggio regala.
L’esperienza sul sentiero
Quando sono arrivata sotto l’arco di roccia, la prima reazione è stata alzare lo sguardo e fermarmi.
La luce filtrava dall’alto, la scala del paesaggio cambiava improvvisamente e mi sono sentita immensamente piccola davanti a quel capolavoro della natura.
Questo é sicuramente uno di quei luoghi che ti invitano a rallentare, ad osservare, a contemplare quanta meraviglia ti circonda se solo ti fermi ad ososervarla in ogni minimo dettaglio.
Consigli pratici
- Ideale in primavera e autunno;
- Attenzione al fondo in caso di pioggia recente;
- Scarpe da trekking consigliate;
- Non adatto a chi soffre di vertigini o non ama le altezze;
Se deciderai di proseguire, troverai un sentiero che ti condurrà nella parte più alta, più panoramica e altrettanto da lasciarti senza parole davanti a tanta meraviglia.
Qui non troverai più il sentiero ma dovrai arrampicarti sulle rocce, quindi mi raccomando fai attenzione ed avventurati solo se ti senti sicuro.
Non vale la pena rischiare di farti male.
Sulla cima troverai davanti a te quelli che comunemnte vengono chiamati dai locali
I Gradoni o Scaloni
Ma se deciderai di proseguire, dopo aver attraversato il Foro degli Occhialoni, il sentiero cambia completamente carattere.
Si lascia alle spalle la dimensione più intima e suggestiva della gola per iniziare una salita decisa verso le creste, conosciute come Gradoni o Scaloni.
Qui la montagna si fa più verticale: il percorso si sviluppa su una serie di gradoni naturali in roccia, modellati nel tempo dall’erosione, che richiedono passo fermo e l’uso delle mani in alcuni tratti.
Non si tratta di una via ferrata, ma di una salita che regala una sensazione quasi “alpinistica”, pur restando accessibile a escursionisti allenati e abituati a terreni rocciosi.
È uno dei punti più adrenalinici dell’intero trekking: si sale letteralmente aggrappati alla montagna, con lo sguardo che inizia ad aprirsi sulle Gole di Frasassi e sulla Valle sottostante.
Un passaggio da affrontare con attenzione, soprattutto in caso di terreno bagnato, ma che ripaga ogni sforzo con panorami spettacolari e la sensazione di camminare sospesi tra cielo e roccia.
Ma questo fantastico trekking nelle Marche, se lo vuoi, può continuare, e mentre ritorni a ritroso lungo il sentiero che ti condurrà alla tua auto, puoi fare una sosta al
Passo del Mezzogiorno e la grotta: quando il sentiero entra nella montagna
Il Passo del Mezzogiorno è un luogo che sorprende. Qui il trekking cambia natura e diventa quasi un’esperienza esplorativa, grazie alla presenza di una grotta che si apre lungo il percorso.
In questa parte delle Marche, le grotte non sono solo fenomeni naturali. Sono state rifugi, luoghi di passaggio e, secondo alcune leggende locali, anche spazi legati a rituali e credenze antiche.
Curiosità che forse non sai sul Passo del Mezzogiorno e la grotta
- Perché lo chiamano “del Mezzogiorno”? Secondo la tradizione, il passo veniva attraversato quando il sole era alto, perché la luce rendeva la grotta meno ostile.
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La Grotta del Mezzogiorno è una cavità naturale carsica inserita nel Parco della Gola della Rossa e di Frasassi.
All’interno della cavità sono presenti una serie di pozzi, strettoie e gallerie che si sviluppano per alcune centinaia di metri.
L’esperienza sul sentiero
Quando ci sono entrata, ho percepito chiaramente questa transizione: non solo fisica, ma anche mentale.
È un trekking che richiede attenzione e rispetto del luogo, ma che regala una sensazione rara: quella di entrare letteralmente nel cuore della montagna.
Consigli pratici
- Portare una torcia o una lampada frontale;
- Scarpe con buona aderenza;
- Evitare il percorso dopo piogge abbondanti;
- Non avventurarsi oltre i tratti accessibili senza esperienza speleologica.
E mentre sei qui potresti prendere in considerazione di esplorare questa zona non solo dall’alto ma anche dal basso.
Si perché forse non lo sai ma qui, nascono le famose Grotte di Frasassi, un patrimonio geologico italiano che fa invidia ad ogni parte del Mondo.
Sono tra le grotte più grandi d’Europa.
Se stai esplorando l’area di Frasassi e vuoi alternare il trekking a un luogo simbolico, a pochi chilometri si trova il Tempio del Valadier.
Incassato all’interno di una grande grotta, è uno di quei luoghi che colpiscono per il contrasto tra natura e architettura.
Non è un trekking impegnativo, ma una breve passeggiata accessibile, perfetta come pausa contemplativa dopo una giornata sui sentieri.
Io ci sono stata ma, te ne parlerò in un articolo approfondito, dove potrai leggere tutti i dettagli e la sua particolarissima storia.
Ora cambiamo zona, ed avviciniamoci di più al mare.
Come ti avevo detto all’inizio di quest’articolo, le Marche sono una regione incredibile da questo punto di vista.
In pochi minuti di auto ti puoi spostare dal mare alla montagna e viceversa.
Per questo trekking panoramico ci spostiamo sul Monte Conero ed andiamo in quello che i locali conoscono come il
Passo del Lupo: il volto più selvaggio delle Marche
Ci sono luoghi che non hanno bisogno di stupire, perché parlano sottovoce. Decidere di intraprendere un trekking al Passo del Lupo è uno di questi…
Situato in un’area appenninica poco frequentata, questo passo prende il nome dalla presenza storica del lupo, simbolo di un territorio rimasto a lungo incontaminato.
Qui il paesaggio è fatto di creste, vallate aperte e spazi che invitano a rallentare.
L’esperienza sul sentiero
Il trekking verso il Passo del Lupo è uno dei più iconici del Conero. Si tratta di un sentiero semplice che ti conduce ad attraversare tratti di macchia mediterranea profumata, con pini, lecci e ginestre, punti e scorci panoramici, fino a raggiungere un punto in cui il paesaggio si apre all’improvviso.
Da qui lo sguardo viene catturato dal mare: sotto di noi si distinguono chiaramente gli “Scogli delle Due Sorelle“, le due celebri formazioni rocciose simbolo della Riviera del Conero, spesso scambiate nel linguaggio comune per “i massi delle due donne”.
Visti dall’alto, appaiono ancora più piccoli e fragili, incastonati in un mare che cambia colore a seconda della luce.
Il Passo del Lupo non è una vera e propria vetta, ma un punto di passaggio e di osservazione privilegiato.
È uno di quei luoghi in cui ci si ferma spontaneamente, non tanto per riposare, quanto per assorbire il paesaggio: il contrasto tra il verde intenso del monte e il blu profondo dell’Adriatico è qualcosa che resta impresso.
Il sentiero è esposto in alcuni tratti, ma ben tracciato. Qui più che altrove si percepisce il carattere selvaggio del Conero, lontano dalle spiagge affollate e più vicino alla sua anima autentica. È uno di quei percorsi che consiglio a chi cerca silenzio e cammini poco affollati. Camminando, si ha la sensazione di entrare in una relazione più intima con la montagna, senza filtri.
Il vento ti accompagnerà lungo il percorso, portando con sé una sensazione di libertà difficile da spiegare a parole.
Ideale per chi cerca:
- silenzio
- sentieri poco frequentati
- un trekking autentico e non turistico
Passo del Lupo: il balcone selvaggio del Monte Conero
Il Passo del Lupo si trova all’interno del Parco del Monte Conero, uno dei tratti più sorprendenti della costa marchigiana.
Qui la montagna incontra il mare in modo netto e scenografico, creando un ambiente unico: boschi mediterranei alle spalle, falesie calcaree a picco sull’Adriatico di fronte.
Curiosità che forse non sai sul Passo del Lupo
- Origine del nome Legata alla presenza storica del lupo appenninico, che un tempo frequentava queste zone e che, ancora oggi non é mai del tutto scomparso da queste zone.
- Racconti dei pastori Gli ululati notturni accompagnavano spesso chi attraversava il passo al tramonto. Il lupo non era solo temuto, ma rispettato come guardiano della montagna.
- Curiosità In molte culture appenniniche, il lupo rappresenta libertà, resistenza e solitudine consapevole — valori che questo sentiero trasmette ancora oggi.
Secondo altre versioni, più legate alla storia del Conero, il nome sarebbe collegato ai “lupi di mare”, ovvero i pirati che utilizzavano queste coste come punti di avvistamento e rifugio.
Consigli pratici:
- Adatto a chi ama trekking mediamente lunghi
- Meglio evitare le ore più calde in estate
- Portare acqua a sufficienza
- Splendido in autunno, con colori intensi
Dunque, giungendo alla fine di questi meravigliosi trekking ed anche di questo lungo articolo facciamo una sintesi del
Perché scegliere le Marche per il trekking
Ovviamente, come avrai capito, le Marche non sono una regione da visitare di fretta.
Sono una terra perfetta per chi ama camminare senza fretta, esplorando sentieri poco battuti e tornando a casa con la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico.
E se vuoi farlo a passo lento questi trekking sono ideali se:
- hai una giornata libera e vuoi riempirla di natura,
- cerchi idee per una domenica diversa,
- vuoi camminare da solo o con pochi amici,
- preferisci sentieri veri, lontani dal turismo di massa,
Quelli che ti ho raccontato sono solo alcuni dei meravigliosi percorsi che puoi intraprendere, ed ovviamente non ti basteranno per farti conoscere a fondo questa Regione straordinaria ma, bastano per capire una cosa: nelle Marche il trekking non è solo movimento, è ascolto.
A questo punto non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo articolo.
Ma, prima di lasciarti, ho un altro piccolo consiglio per te:
se queste idee di trekking nelle Marche ti piacciono allora ti potrebbe piacere anche
Ti saluto.
A presto.
Mary
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