Un viaggio di gruppo nel cuore più autentico del Marocco
Ciao e Benvenuto/a in questo nuovo articolo.
Oggi sono qui per raccontarti del mio viaggio in Marocco.
Un viaggio di gruppo che ci ha portati, nello specifico, alla scoperta delle Città Imperiali del Marocco.
Un’avventura che é andata ben oltre un semplice itinerario; si è rivelata un’esperienza intensa, fatta di colori, profumi, incontri e momenti condivisi
In 8 giorni abbiamo attraversato alcune delle città più affascinanti del Paese.
Da Marrakech a Casablanca, passando per Rabat, e Meknès, con una breve sosta al sito archeologico di Volubilis e per concludere siamo giunti a Fés.
Un viaggio itinerante che ci ha permesso di scoprire ogni giorno un volto diverso di questa terra così ricca e sorprendente.
E’ stata un’esperienza che ci ha insegnato ad osservare, ad ascoltare e ad adattarci. A comprendere una cultura diversa, con i suoi ritmi, le sue regole e le sue meraviglie.
Dalle sue medine (brulicanti di vita), agli artigiani che sono fieri di mostrarti le loro arti, dalle tavole imbandite, ai numerosi tè alla menta (di benvenuto), in questo articolo voglio raccontarti il nostro viaggio a 360°.
Riga dopo riga scoprirai non solo cosa vedere in Marocco, ma anche cosa aspettarti davvero, da un tour delle città imperiali.
Perché il Marocco non è una destinazione qualunque. È un viaggio che ti mette alla prova, ti sorprende… e, in un modo o nell’altro, ti resta dentro.
Ma, prima di iniziare a scoprire i dettagli di questo meraviglioso viaggio di gruppo, organizzato in collaborazione con il Tour Operator Meeters, alla scoperta delle Città Imperiali del Marocco, se é la prima volta che leggi il mio blog, lascia che mi presenti brevemente:
Io sono Mary, Travel Blogger, Travel Content Creator e Tour Leader.
Vivo, delle emozioni, che ogni luogo sa regalarmi.
Ed, al ritorno da ogni mio viaggio, mi trasformo in una Storyteller, per raccontarti la mia esperienza.
Ed ora che ci conosciamo meglio, iniziamo ad addentrarci in questo fantastico viaggio di gruppo alla scoperta delle Città Imperiali del Marocco.
Per prima cosa inizierei con qualche informazione che possa aiutarti a comprendere meglio:
Cosa sono e quali sono le città imperiali del Marocco.
Quando si parla di viaggio in Marocco, uno degli itinerari più affascinanti è proprio quello delle città imperiali.
- Ma cosa significa esattamente?
Le Città Imperiali sono quelle che, nel corso della storia, sono state capitali del Regno del Marocco e/o centri politici, culturali e religiosi del Paese.
Ognuna di loro è legata a una dinastia diversa e conserva, ancora oggi, testimonianze importanti di quel passato: palazzi, medine, moschee, scuole coraniche e imponenti mura difensive.
Le quattro città imperiali sono:
- Marrakech
- Rabat
- Meknès
- Fès
A queste, spesso, si aggiunge anche Casablanca, pur non essendo una città imperiale in senso storico, ma rappresentando oggi il volto più moderno e contemporaneo del Marocco.
Perché visitarle tutte?
Visitare le città imperiali significa fare un vero e proprio viaggio nel tempo.
Piano piano comprenderai quanto ogni città, abbia un’identità diversa. Ad esempio:
- Marrakech ti travolgerà con i suoi colori e la sua energia;
- Rabat ti sorprenderà con la sua eleganza e il suo ordine;
- Meknès invece ti coinvolgerà con il suo passato imperiale, meno turistico ma, ricco di fascino;
- Fès ti porterà nel cuore più autentico e tradizionale del Paese.
Come vedrai, in pochi giorni ti ritroverai ad attraversare epoche, stili e atmosfere completamente diverse, passando da medine caotiche a palazzi reali, da souk vivaci a siti archeologici immersi nel silenzio.
È proprio questa particolarità che renderà il tour delle città imperiali
uno degli itinerari più completi
per chi visita il Marocco per la prima volta.
Non è solo un viaggio tra città, ma un’esperienza che ti permette di comprendere davvero la cultura marocchina, fatta di contrasti, tradizioni radicate e influenze diverse, che convivono perfettamente, ancora oggi.
Ed ora andiamo nei dettagli del nostro
itinerario in Marocco: tra città imperiali e non solo
Come ti ho anticipato qualche riga sopra, il nostro é stato un percorso intenso e sorprendente, costruito tappa dopo tappa, tra città imperiali, paesaggi inaspettati e incontri che hanno dato senso a ogni giornata.
Lunedì pomeriggio, partenza dall’aeroporto di Bergamo – Orio al Serio con direzione
Marrakech
la città che più di tutte rappresenta l’immaginario marocchino.
Appena arrivati, la sensazione è stata chiara: qui tutto è più intenso; i colori, i profumi, i suoni.
Il nostro primo impatto con Marrakech è stato di notte. Con una breve passeggiata dopo cena.
Qui ci siamo subito accorti di quanto Piazza Jemaa el-Fna, fosse davvero il cuore pulsante della città.
Una piazza che si trasforma completamente, a seconda dell’orario in cui la si visiti.
Di giorno brulicante di bancarelle, souvenirs di ogni genere, incantatori di serpenti, tatuatrici di Hennè, e molto altro… Di sera, dopo il tramonto la vita di questa piazza si trasforma e le bancarelle di souvenirs diventano chioschi di street food, gli incantatori di serpenti diventano danze tradizionali.
Il suo volto cambierà così tanto da non sembrarti nemmeno la stessa piazza…
- Curiosità:
Lo sai che Marrakech è chiamata, anche, “la città rossa”?
Guardati intorno, osserva con attenzione, e ben presto ti accorgerai che questa caratteristica é legata al colore della “terra rossa” con la quale sono state costruite le sue mura difensive, e si, anche le sue case storiche.
Con il cambio della luce, al tramonto, questo dettaglio diventerà ancora più evidente, ed il colore rosso della terra si farà sempre più intenso.
Questa città è stata fondata nell’XI secolo ed è stata una delle capitali più importanti del Regno. Era un crocevia commerciale tra Africa, Europa e Medio Oriente.
Tra i luoghi che più ci hanno colpito, la Madrasa Ben Youssef, un’antica scuola coranica dove gli studenti vivevano e studiavano.
Costruita nel XIV secolo e ampliata nel XVI, qui ogni dettaglio racconta la cura e la bellezza dell’architettura marocchina. Luce e geometrie perfette, legno intagliato, maioliche colorate, stucchi: ogni dettaglio è fatto a mano.
Ti assicuro che resterai incantata/o ad osservare tutti quei dettagli.
Ma ciò che più colpisce é il silenzio.
Pur essendo uno dei luoghi più visitati, con tante guide accompagnate dai loro gruppi (ognuno dei quali ha sempre mille domande), l’atmosfera resta comunque tranquilla e silenziosa.
Al centro, svetta lo splendido cortile, e tutt’intorno, le stanze degli studenti. Un luogo semplice… ma incredibilmente ricco di significati.
Qui non si osserva soltanto….Si resta a guardare.
Altro luogo imperdibile di Marrakech é sicuramente la sua antica Medina, dove ti assicuro che ti ritroverai più e più volte.
Passeggiare nella medina significa immergersi in un labirinto di vicoli dove é facile perdersi… ma è proprio così che si scopre davvero questo posto.
Qui, ben presto ti accorgerai che, ogni angolo racconta qualcosa: dalle spezie profumate, alle botteghe artigiane, dai tessuti ai ricami, dalle lampade alle pelli animali.
Ti troverai circondato/a da un intreccio di colori, profumi e suoni che si mescolano ad ogni passo.
Tra i vicoli della medina di Marrakech, ogni angolo racconta una storia. Qui nulla è fermo. Tutto si muove, tutto vive.
A Marrakech siamo stati 2 notti, poi il nostro viaggio é ripreso in direzione:
Casablanca
Qui ci siamo trovati in un’atmosfera completamente diversa, tra modernità e tradizione.
Qui il Marocco cambia volto: più moderno, più occidentale, ma con radici ancora forti nella tradizione.
Abbiamo speso il nostro pomeriggio per una bella passeggiata sul lungomare di Casablanca, iniziando ad esplorare un panorama completamente diverso da quello che abbiamo vissuto a Marrakech.
Il mattino seguente abbiamo iniziato ad addentrarci nella storia di Casablanca insieme alla nostra Guida che, come prima tappa, ci ha portati all’interno di uno dei simboli assoluti della città: la Moschea Hassan II.
Si tratta di una delle più grandi al mondo, ed una delle rare occasioni che avrai per visitare un luogo sacro musulmano da non musulmano.
La moschea é stata costruita in parte sull’oceano, perché secondo la tradizione, il trono di Dio si troverebbe sull’acqua.
Costruita tra il 1986 e il 1993, per volontà del re Hassan II, la moschea é simbolo di forza, fede e modernità.
Un luogo imponente, ma allo stesso tempo incredibilmente armonioso nei dettagli: mosaici, marmi, intarsi, lavorazioni artigianali che mostrano tutta la maestria locale.
Scendere nei sotterranei e scoprire le fontane decorative, osservare i dettagli da vicino, rende questa visita qualcosa di davvero unico.
Le fontane a forma di fiore di loto nei sotterranei della Moschea Hassan II non sono solo decorative: hanno un significato simbolico e una funzione precisa.
Si trovano nell’area delle abluzioni, cioè lo spazio dove i fedeli si lavano e si purificano, prima della preghiera.
Nell’Islam, la purificazione del corpo è fondamentale prima di entrare in uno spazio sacro. Queste fontane servono proprio a questo rituale.
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PERCHÉ LA FORMA A FIORE DI LOTO?
Il fiore di loto non è tipico della tradizione islamica “classica”, ma qui viene usato per il suo valore simbolico universale:
nasce nel fango ma resta puro → simbolo di purificazione, rappresenta la rinascita e la spiritualità, richiama l’idea di qualcosa che si eleva.
E' perfetto quindi per un luogo dove ci si prepara interiormente e fisicamente alla preghiera.
Anche queste fontane sono realizzate con materiali locali. Inseriscono elementi decorativi molto raffinati anche in uno spazio “funzionale”.
Dimostrano quanto, in questa moschea, anche ciò che non si vede subito è curato nei minimi dettagli.
Passeggiando per Casablanca scoprirai che il contrasto tra antico e moderno, tra spiritualità e vita urbana é davvero molto evidente.
E dopo la visita alla Moschea, noi proseguiamo il nostro tour di Casablanca, spostandoci verso un altro luogo simbolo: il Palazzo Reale.
Uno degli edifici più importanti del Paese, legato alla monarchia marocchina.
Qui non siamo entrati, abbiamo solo fatto una breve passeggiata e qualche foto di gruppo, prima di proseguire verso uno dei mercati più antichi, dove si vende unicamente uno dei prodotti d’eccellenza qui in Marocco: le olive.
In Marocco le olive non sono solo un contorno, sono parte della quotidianità.
Ne esistono tantissime varietà: verdi, nere, marinate con spezie, limone ed erbe aromatiche. Le troverai ovunque, soprattutto nei mercati e nelle medine.
E sappi che… è impossibile fermarsi alla prima.
Le troverai praticamente in ogni pasto o pietanza, Dalla colazione a tutti i pasti della giornata poiché vengono usate per accompagnare quasi tutti i piatti tipici.
Un sapore semplice… ma profondamente legato alla cultura del Paese.
Dopo Marrakech e Casablanca, la nostra terza città Imperiale é
Rabat
la capitale del Marocco.
Una città che ti sorprenderà per il suo ordine, la sua pulizia e l’atmosfera più rilassata rispetto ad altre.
A Rabat, la storia emerge già dalle sue mura antiche che per secoli hanno protetto la città e segnato il confine tra interno ed esterno.
Oggi restano come testimonianza di un passato fatto di difesa, potere e identità.nE camminarci accanto…è come attraversare il tempo.
Noi abbiamo passeggiare lungo le mura della kasbah fino ad arrivare al Mausoleo di Mohammed V.
Un luogo simbolico per il Paese dove tutto è curato nei minimi dettagli: dalle guardie reali in uniforme, alle colonne, agli spazi ampi e armoniosi.
Purtroppo il giorno della nostra visita non é stato possibile visitare l’interno del Mausoleo a causa di una visita privata di un Capo di Stato. Ma abbiamo comunque avuto occasione di camminare nel grande cortile, ed osservare con attenzione i dettagli delle decorazioni.
A Rabat noterai l’eleganza, l’equilibrio ed i dettagli super curati.
Anche tu come noi noterai che é una città completamente diversa sia da Marrakech che da Casablanca. Quello che ci ha colpiti già appena arrivati sono stati gli infiniti viali alberati ed i giardini curatissimi.
Questa é sicuramente una pausa perfetta nel ritmo del viaggio tra le Città Imperiali del Marocco.
Ma il nostro viaggio non finisce qui, e subito dopo pranzo abbiamo ripreso il nostro bus, in direzione:
Meknès
una delle città imperiali meno turistiche, ma proprio per questo estremamente autentica.
Qui si percepisce ancora il passato glorioso legato al sultano Moulay Ismail, che fece di Meknès una capitale imperiale imponente.
Dopo esserci sistemati nel nostro riad, siamo subito usciti ad esplorare la medina, scoprendo dettagli che raccontano la vita quotidiana.
Con piacere abbiamo notato che Meknès è più silenziosa, più vera. Abbiamo scoperto un lato del Marocco meno costruito per il turismo.
Il mattino seguente, accompagnati dalla nostra guida, iniziamo a scoprire la città e la sua storia, nei dettagli. Ad esempio:
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Lo sai perché le porte marocchine spesso hanno due battenti diversi?
uno grande (uomini / corrieri);
uno piccolo (per uso quotidiano);
molte hanno due battenti, con rispettivo suono diverso, per distinguere uomini/donna (più specifico in alcune zone del Marocco). Questo permette, alle donne di casa, di sapere chi sarà alla porta, in modo tale da potersi coprire il capo, nel caso di una visita maschile.
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Passeggiando per le Medine, noterai che alcune porte sono particolarmente lavorate con simboli e chiodi decorativi.
Lo sapevi che non sono solo semplici decorazioni?
Avere i chiodi o meno, sulle porte, serve a distinguere le abitazioni dai negozi e, questo dettaglio, aiuta anche le persone ipovedenti, a riconoscerle attraverso il tatto.
La nostra Guida ci ha spiegato anche
- perché gli interni delle case sono progettati con elementi architettonici particolari, ad esempio il corridoio a zig-zag. Questo dettaglio che per noi può sembrare prettamente decorativo, in realtà ha uno scopo ben preciso, ovvero garantire privacy della famiglia.
O ancora:
- Se poggiando la mano sulle fessure della porta, sentirai uscire aria fresca, non è un caso: all’interno la costruzione presenta elementi architettonici tipici dei riad, pensati per mantenere la casa fresca d'estate e calda d'inverno.
Incredibile vero?!
Quante cose si scoprono osservando i dettagli…
E per finire la nostra guida ci ha anche spiegato che l’insieme di tutti questi elementi, così come la particolare forma ad arco (che vediamo spesso utilizzata), non é un semplice elemento decorativo ma protettivo.
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Si perché la forma ad arco ricorda il ferro di cavallo (simbolo di protezione con il malocchio).
Ed anche il fatto di avere all'ingresso della casa, prima il corridoio a zig-zag e poi l'accesso alle camere, é sinonimo di protezione contro l'invidia delle persone. Non potendo vedere l'interno della casa, non possono sapere il tenore di vita delle famiglie all'interno e questo evita di far nascere invidie e gelosie.
E dopo la Medina, insieme alla nostra guida ci siamo spostati a visitare l’interno della Madrasa Bou Inania, scoprendo poco a poco che, anche qui, ogni dettaglio ha un significato ben preciso.
A partire dai colori delle decorazioni, realizzati con l’utilizzo di colori naturali:
- Verde → colore dell’Islam;
- Bianco → purezza;
- Blu → protezione e spiritualità;
Ma questi colori hanno anche un significato più profondo é proprio legato alle Città Imperiali:
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Il blu é legato alla città di Fès → rappresenta la conoscenza e la tradizione.
Ma non é tutto, perché il Blu é legato anche all'antico artigianato della ceramica (il blu di Fès). Questo colore richiama spiritualità e sapere (identificando Fés come una città religiosa e culturale). -
Il Verde é legato alla città di Meknès → rappresenta la spiritualità ed il potere.
E' molto presente nelle decorazioni poiché é anche il colore dell’Islam, e dunque identifica la città imperiale come legata al potere religioso. -
il Bianco e Blu sono legati alla città di Rabat → rappresentano l'eleganza e l'equilibrio.
Rabat infatti (come ti ho anticipato) si presenta come una città ordinata ed elegante oltre che istituzionale (essendo oggi la Capitale). -
/
il rosso é legato a Marrakech → colore tipico sia della sua terra che dell'energia.
Questo colore, come detto prima, é il colore delle mura (argilla e terra). Ma é anche un colore che richiama il deserto e il calore della città, viva ed intensa. - ⚪ed infine il Bianco legato a Casablanca → città moderna, architettura chiara e luminosa, d'influenza europea .
Continuando la nostra visita guidata della città, siamo giunti al Mausoleo di Moulay Ismail è uno dei luoghi più significativi di Meknès.
Moulay Ismail è stato uno dei sultani più importanti del Marocco (XVII sec.). Fu lui a rendere Meknès capitale imperiale con questo aspetto monumentale.
Questo Sovrano era noto per il suo potere… e anche per il suo carattere molto forte. Tutte le opere di miglioramento che fece per questa città avevano come obiettivo renderla una città grandiosa quanto Versailles.
Il Mausoleo di Moulay Ismail è uno dei pochi luoghi religiosi in Marocco aperti anche ai non musulmani.
Qui, tra cortili, mosaici e decorazioni, si respira ancora il legame tra potere, storia e spiritualità.
Il complesso era molto più grande (oggi vediamo solo una parte) ma al suo interno riposa, ancora oggi, il Sultano Moulay Ismail.
Continuiamo a ripercorrere i luoghi del Sovrano e, poco distamte dal Palazzo Reale troviamo le antiche Scuderie Reali di Meknès.
Fanno parte del grande progetto voluto da Moulay Ismail per trasformare Meknès in una capitale imponente.
Ma, attenzione, queste non erano semplici stalle:
ospitavano migliaia di cavalli, ed accanto ad esse c’erano granai enormi, per conservare il cibo. Tutto progettato per essere autosufficiente.
L’importanza di avere una guida che ti mostra e ti racconta la città é anche quella di scoprire aneddoti e curiosità che diversamente non conosceresti.
Infatti, grazie alla nostra guida, abbiamo notato che le scuderie erano vicinissime al palazzo reale (cosa molto rara).
E questo ha un significato ben preciso, ovvero: perché il cavallo era simbolo di potere, esercito e prestigio.
Ed anche le fontane (ancora oggi esistenti e ben tenute), hanno un obiettivo specifico:
sia per approvvigionamento idrico, gestione degli cavalli, sia per mantenere fresco l’ambiente.
Pensa a quanto tutta questa parte fosse già un progetto di un sistema super avanzato per l’epoca.
Insomma, come avrai capito, Meknès non è la Città Imperiale più famosa… ma è quella che racconta meglio il potere imperiale
E dopo questa interessantissima visita guidata di Meknès riprendiamo il nostro viaggio e con nostra immensa sorpresa ci ritroviamo catapultati in un sito archeologico di epoca romana.
Totalmente immerso nelle verdi colline del Marocco, scorgiamo l’antica città romana di Volubilis, uno dei siti archeologici più importanti del Nord Africa.
Volubilis
E’ un luogo che non ti aspetti… ma che arricchisce tantissimo l’esperienza del viaggio tra le Città Imperiali del Marocco.
Qui il paesaggio cambia completamente: colonne romane, mosaici ancora ben conservati e una quiete quasi surreale.
Camminare tra queste rovine, circondati dalla natura, è stata una delle sorprese più grandi del viaggio.
Ma, andiamo con ordine, intanto partiamo con il chiarire
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Cos’é Volubilis?
Come detto qualche riga sopra, si tratta di uno dei siti archeologici romani, meglio conservati del Nord Africa.
È patrimonio UNESCO e qui, tra il I e il III secolo d.C., viveva una vera città romana. -
Nato inizialmente come insediamento berbero, fu poi conquistato dai Romani, diventando un centro importante per commercio e agricoltura (soprattutto per la produzione di olio d’oliva.
Volubilis era talmente famosa, per la produzione dell’olio d’oliva che, c’erano frantoi e sistemi di produzione/esportazione, addirittura verso Roma.
La visita al sito archeologico si svolge accompagnati da una guida esperta che ha reso la nostra passeggiata ancora più interessante.
All’interno dell’area archeologica sono ancora visibili resti di:
- Case patrizie molto grandi, con cortili interni decorati da bellissimi mosaici, rappresentanti scene mitologiche (alcuni ancora conservati).
- L’arco di Caracalla simbolo della città, nato per celebrare l’Imperatore romano.
- Le strade originali, ancora visibili, con la struttura tipica romana.
-
CURIOSITÀ:
dopo i Romani, la città è stata abbandonata e parte dei materiali fu riutilizzata per costruire Meknès. Oggi comunque è uno dei siti meglio conservati in Africa.
Fès
Ultima tappa del nostro itinerario, che forse é stata la città più intensa e autentica, di tutto il nostro viaggio.
Fès è la città più antica del Marocco. Un luogo dove storia, tradizione e vita quotidiana si intrecciano.
Appena arrivati, per avere un’anteprima della città ci siamo diretti nella sua medina.
Devi sapere che la Medina di Fés è una delle più antiche al mondo, un vero labirinto dove perdersi è inevitabile (e in parte anche il bello dell’esperienza). Ci sono ben 9400 vicoli.
Fès è una delle città più vere, a tratti spiazzante, ma… è anche quella che più ti entra dentro.
Un luogo dove storia, tradizione e vita quotidiana si intrecciano. Per questo ti consiglio di non perdertela, se vuoi capire davvero il Marocco.
Il mattino seguente, dopo una ricca e abbondante colazione abbiamo incontrato la nostra guida che ci ha portati a scoprire la città nei dettagli.
Abbiamo iniziato la nostra visita passando davanti al Palazzo Reale di Fès.
Purtroppo non si può visitare all’interno, ma basta osservare il portone per capirne l’importanza. Mosaici, stucco e legno di cedro (che oltre a profumare mantiene intatto il legno e con la sua fragranza naturale tiene lontani insetti vari che lo danneggerebbero).
Osservando con attenzione si nota come ogni dettaglio sia stato sapientemente lavorato a mano. Mostrando così il potere anche nei particolari.
Subito dopo ci siamo spostati nel quartiere ebraico di Mellah.
Qui, la nostra guida ci ha fatto notare un dettaglio che cambia tutto: le case hanno finestre e balconi affacciati sulla strada.
E tu mi dirai… beh che ci sarà mai di strano.
E ti spiego subito una cosa insolita: in Marocco, le abitazioni tradizionali si sviluppano verso l’interno, attorno a un cortile. Questo significa che finestre, terrazzi e balconi si sviluppano verso il cortile interno, mentre nella facciata esterna vedrai solo muri senza aperture.
In questo quartiere invece, nato per ospitare la comunità ebraica (sotto protezione del sultano già durante la II Guerra Mondiale), ci fu una rivoluzione stilistica con l’apertura verso l’esterno (che a quei tempi puoi immaginare come e quanto fosse un dettaglio stranissimo per la cultura e per gli abitanti marocchini).
Passare in questi quartieri ti dà dunque la possibilità di osservare e comprendere modi diversi di vivere lo stesso spazio…raccontando l’unione di culture diverse.
Subito dopo, a bordo del nostro bus, ci siamo diretti in una delle zona più alte della città. Un punto panoramico davvero stupefacente che ci ha permesso di comprendere meglio che:
La medina di Fès non è costruita attorno ad un unico centro (come le città europee).
La Medina é fatta da più nuclei storici che si sono sviluppati nel tempo:
- Fès el-Bali (la più antica);
- Fès el-Jdid (più recente);
- e le aree intorno.
Questi tre nuclei crescono affiancati, uno accanto all’altro, ed ogni nucleo é composto da un’intreccio di strade, vicoli e quartieri… che rende la Medina di Fés unica nel suo genere.
Qui, nella zona più alta di Fés abbiamo iniziato a toccare con mano l’artigianato locale: iniziando proprio dalle famose ceramiche lavorate e dipinte a mano.
Dalla forma, alla decorazione, ogni pezzo nasce da gesti precisi, ripetuti nel tempo. Un lavoro fatto di pazienza, tecnica e tradizione.
Colori, geometrie, dettagli…
Le ceramiche di Fès sono tra le più riconoscibili del Marocco. Il blu, in particolare, è il colore simbolo della città e lo troviamo praticamente ovunque.
Ogni decorazione segue motivi precisi, tramandati da generazioni. Un equilibrio perfetto tra arte e tradizione.
Dopo le ceramiche ci siamo addentrati nella Medina dove, in un’antica farmacia, siamo stati accolti da un buonissimo tè alla menta di benvenuto, prima di iniziare a scoprire le magiche erbe aromatiche, ed i loro utilizzi.
Uno degli oli più famosi del Marocco é l’olio di Argan. Lo vedrai ovunque ed utilizzato in una miriade di prodotti per corpo, pelle e capelli.
Ma qui, grazie alla disponibilità delle Signore, noi abbiamo assistito alla lavorazione, scoprendo che é ancora fatta a mano con strumenti rudimentali. Un processo lento che quasi coccola quella piccola nocciolina fino ad esaltarne ogni proprietà rendendolo questo prezioso unguento., che oggi tutti abbiamo imparato a conoscere in creme, e prodotti per il corpo.
A questo punto, siamo passati ai tessuti naturali (scoprendo che spesso vengono ricavati dalle fibre vegetali come l’agave, poi lavorati a mano e tinti con colori completamente naturali. Un processo antico, che ancora oggi segue metodi tradizionali).
Tra le vie di Fès, anche i tessuti raccontano una storia. Trame, colori, consistenze diverse…
Ogni stoffa ha una lavorazione, una funzione, un significato. Colori che si sovrappongono, sfumature che cambiano ad ogni piega. Qui si sceglie con gli occhi … ma anche con le mani.
E poi arriva il momento di provarci davvero.
Ci hanno mostrato e spiegato diverse tecniche per usare, indossare e legare i foulard in modo tradizionale. Ognuno di questi modi é pensato per proteggersi da sole, vento e sabbia nel deserto.
Abbiamo dunque compreso che non è solo un accessorio ma una parte fondamentale della cultura marocchina.
(E sì, mi sono prestata come modella).
Ed a questo punto del nostro viaggio, non poteva mancare la conoscenza delle tribù berbere che, dopo averci offerto un tè alla menta di benvenuto, ci hanno mostrato e raccontato la storia antica dei loro tappeti, ognuno con simboli e significati diversi.
Annodati a mano, filo dopo filo, seguendo tecniche tramandate da generazioni, con disegni particolari, ognuno rappresentante un significato ben preciso.
La nostra guida ci ha spiegato che nella tribù berbera uomini e donne utilizzano tecniche diverse di lavorazione e per questo viene ben distinta la lavorazione di tappeti più grandi o più piccoli ed allo stesso modo coperte più o meno lavorate.
Ogni pezzo é unico, non esistono due tappeti uguali. Nelle trame lavorate ci sono colori, simboli, tradizione, ed anche amuleti di protezione.
Quindi scegliere un tappeto non è solo una questione estetica…è portarsi a casa un pezzo di cultura.
E poi, non si può venire a Fés senza aver visitato le celebri concerie, dove la pelle viene ancora lavorata con metodi tradizionali.
Un luogo forte, non sempre facile, ma estremamente rappresentativo della città.
(Sì, ti assicuro che avere un rametto di menta sotto al naso serve davvero).
Qui la pelle viene lavorata ancora con metodi antichi. Un processo lungo, fatto di acqua, calce, escrementi di piccione e coloranti naturali.
Un lavoro duro, ma profondamente legato alla tradizione artigianale della città.
Dalle vasche… al prodotto finito. Borse, giacche, accessori: tutto nasce da un lavoro che parte da lontano.
E ora lo so a cosa starai pensando…
Che per tutto l’articolo non ti ho mai parlato del cibo e di cosa abbiamo mangiato in Marocco. E ti rispondo subito che c’è un motivo ben preciso se non l’ho ancora fatto.
Il cibo in Marocco è un viaggio sensoriale
E per questo meritava uno spazio dedicato.
Il Marocco si scopre anche così:
- Tajine → piatto cotto lentamente, ricco di spezie e profumi. A base di carne, pesce e/o verdure. Il nome tajine deriva proprio dal recipiente in ceramica, utilizzato per la cottura di questo piatto. La carne al suo interno viene cotta lentamente, arricchita di spezie che la renderanno morbida e succulanta.
- Cous cous → tradizione e condivisione, spesso servito il venerdì (giorno molto importante per i musulmani - paragonato alla nostra domenica). Anche questo puoi trovarlo a base di carne e/o verdure.
- Tè alla menta → simbolo di ospitalità, dolce e sempre condiviso. Questo me lo hai sentito nominare spesso perché credimi, te lo serviranno ovunque e non va mai rifiutato poiché per la cultura marocchina questo é un segno di accoglienza ed ospitalità, e se rifiutato é come un'offesa verso chi te lo sta offrendo.
- Colazione marocchina → pane, miele, marmellate e tè, caffé, olive, dolci, spremute di arancia. Qui avrai ogni mattina l'imbarazzo della scelta e non riuscirai a non assaggiare sempre tutto. Pane e olive sono stati la mia ossessione. Davvero irresistibili.
Sono sapori semplici… ma pieni di significato. Ogni piatto… è parte del viaggio e ti assicuro che sarà un viaggio meraviglioso.
E così si chiude questo nostro viaggio di gruppo. Tra città, colori, profumi e incontri.
Ogni città ci ha mostrato un volto diverso del Marocco.
Ed è proprio questa varietà che ha reso il tour delle città imperiali un’esperienza così completa e sorprendente.
Voglio dirti una cosa prima di salutarti:
Il Marocco é un viaggio che cambia ad ogni tappa
Un viaggio fatto di contrasti, di scoperte continue e di momenti che vanno oltre le semplici visite.
Ma la bellezza di un viaggio di gruppo la fanno le persone, i legami, ed i momenti condivisi.
Questa è la parte che amo di più del mio lavoro. Quella che non si può programmare.
Perché ogni viaggio non finisce quando ci salutiamo in aeroporto ma resta nel tempo e, anche quando si torna a casa, resta sempre vivo nella mente e nei cuori dei partecipanti.
In solo 8 giorni nascono amicizie, si abbassano le barriere, ci si confida, si condivide, si vive h24 insieme a perfetti sconosciuti che, già dal “piacere” in aeroporti, diventano “grandi amici”.
Perciò, se leggendo quest’articolo hai pensato che vorresti fare questo viaggio anche tu… sai dove trovarmi!
Ed ora, non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo racconto di viaggio.
Mi raccomando, se hai domande, scrivimi pure, sono sempre ben lieta di rispondere ai vostri dubbi o di aiutarvi con i vostri itinerari.
A presto.
Mary
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#collaborazione
Questo viaggio é stato possibile grazie alla mia recente collaborazione con Meeters una startup innovativa, nata nel 2017 per iniziativa di Davide Zanon, il suo fondatore, quasi per caso, allo scopo di esplorare gli angoli nascosti più belli d’Italia. Non una normale agenzia di viaggi né un’app per incontri: Meeters è un Tour Operator innovativo che, tramite sito e app dedicata agli iscritti, offre un servizio che mette in connessione chi desidera esplorare il territorio italiano e non solo in compagnia di altri appassionati di viaggio.

