Valpolicella: quando il territorio diventa parte dell'esperienza
Ciao e Benvenuto/a in questo nuovo articolo.
Oggi voglio parlati di una splendida zona d’Italia: la Valpolicella.
Ma lo farò passando attraverso la storia di una famiglia che da ben 7 generazioni custodisce un patrimonio davvero unico, sto parlando di Corte Aleardi.
Quando penso ai viaggi più belli che ho fatto negli ultimi anni, mi accorgo che raramente sono i luoghi a rimanermi impressi, più di tutto:
Sono le persone.
Quelle che incontri quasi per caso, con cui condividi qualche giorno di viaggio e che, senza rendertene conto, finiscono per aprirti una porta sul loro mondo.
È esattamente quello che è successo con Cristina.
Prima di raccontarti la storia di Cristina, della sua Corte Aleardi ed iniziare a scoprire le meraviglie della Valpolicella, se é la prima volta che leggi il mio blog, lascia che mi presenti brevemente:
Io sono Mary, Travel Blogger, Travel Content Creator e Tour Leader.
Vivo, delle emozioni, che ogni luogo sa regalarmi.
Ed, al ritorno da ogni mio viaggio, mi trasformo in una Storyteller, per raccontarti la mia esperienza.
Mentre viaggio, amo approfondire la storia dei luoghi che visito, attraverso le loro tradizioni popolari, ecco perché, all’interno dei miei contenuti, troverai spesso “curiosità” ed aneddoti.
Ogni luogo, monumento o realtà turistica, ha storie incredibili da raccontare ed il mio compito, é proprio quello di fartele scoprire.
Coinvolgendoti a visitare città, borghi, o semplicemente il parco vicino casa, non da semplice turista/visitatore, bensì da perfetto/a local.
Grazie a leggende, particolarità e dettagli, ti darò la possibilità di guardare con occhi diversi ciò che ti circonda; insomma un viaggio nel viaggio.
Ed ora che ci conosciamo meglio, iniziamo ad entrare nei dettagli e nella storia di un territorio che diventa parte dell’esperienza.
Come ho conosciuto Corte Aleardi
Ho conosciuto Cristina come partecipante di uno dei miei viaggi di gruppo a Capo Verde.
Durante quella settimana trascorsa insieme abbiamo parlato di viaggi, di territori, di esperienze e naturalmente della sua amata Valpolicella.
Più mi raccontava della sua famiglia e della loro azienda agricola, più cresceva la mia curiosità.
Prima di salutarci ci siamo fatte una promessa:
“Presto verrò a trovarti e visiterò la tua azienda”.
Qualche mese dopo quella promessa è diventata realtà.
Così mi sono ritrovata nel cuore della Valpolicella Classica, ospite di Corte Aleardi per due giorni, pronta a scoprire da vicino una storia che attraversa oltre due secoli.
E quello che ho trovato è stato molto più di una semplice cantina.
Nel cuore della Valpolicella Classica
Prima di raccontarti Corte Aleardi, devo portarti nel luogo in cui tutto nasce.
La Valpolicella è una delle zone vinicole più celebri d’Italia e il suo nome è ormai indissolubilmente legato all’Amarone.
Ma ridurre questo territorio a un vino sarebbe un errore.
Qui le colline sembrano disegnate a mano.
I vigneti seguono i profili del paesaggio, alternandosi a boschi, uliveti, piccoli borghi in pietra e sentieri panoramici che invitano a rallentare.
Ci troviamo nella Valpolicella Classica, l’area storica di produzione, quella dove la tradizione vitivinicola affonda le radici più profonde.
Ed è proprio qui, tra le colline di Gargagnago, frazione di Sant’Ambrogio di Valpolicella, che sorge Corte Aleardi.
Una storia che inizia nel 1789
Quando si visita una cantina è facile lasciarsi conquistare dai vini.
Io invece sono stata conquistata dalla storia.
Cristina mi ha raccontato di aver trascorso anni a fare ricerche negli archivi storici per ricostruire le origini della sua famiglia.
Le tracce documentate arrivano fino al 1789, anche se lei è convinta che la storia possa essere ancora più antica.
Tutto ebbe inizio con due fratelli medici ai quali il padre regalò un piccolo vigneto.
Non esisteva alcuna ambizione imprenditoriale.
Non esisteva un’azienda.
Non esisteva nemmeno l’idea di vendere vino.
C’erano semplicemente pochi filari coltivati per soddisfare il fabbisogno familiare.
Generazione dopo generazione quei terreni continuarono a essere curati e tramandati.
Per molto tempo la viticoltura rimase un’attività secondaria, un patrimonio di famiglia custodito con affetto ma senza particolari ambizioni commerciali.
Poi arrivò la svolta.
L'uomo che diede vita a Corte Aleardi
La trasformazione avvenne grazie al padre di Cristina.
Fu lui a immaginare qualcosa di diverso.
Fu lui a credere che quei terreni potessero diventare una vera azienda agricola.
Il suo nome é Aleardo Ferrari.
In paese, però, tutti lo conoscevano semplicemente come “l’Aleardi“.
Un soprannome che nel tempo è diventato molto più di un nomignolo.
Quando nacque l’azienda, la famiglia decise di rendergli omaggio scegliendo proprio quel nome.
Così la famiglia Ferrari diventò Corte Aleardi.
Un nome che ancora oggi racchiude la storia di una persona, di una visione e di una famiglia.
Mentre Cristina mi raccontava questo passaggio, ho capito che qui ogni dettaglio ha un significato.
Nulla è stato scelto per marketing.
Tutto nasce dalla loro storia.
Entrare in casa, non in una cantina
Una delle sensazioni più forti che ho provato durante questi due giorni è stata quella di non sentirmi una semplice visitatrice.
Mi sono sentita ospite.
La differenza può sembrare sottile, ma non lo è affatto.
Passeggiando tra gli ambienti della tenuta si incontrano fotografie di famiglia, ricordi, immagini che raccontano generazioni di lavoro e sacrifici.
Sono dettagli che spesso sfuggono.
Eppure sono quelli che riescono a raccontare meglio l’anima di un luogo.
Tra le fotografie che più mi hanno colpita ce n’era una in particolare.
Ritraeva la madre di Cristina mentre preparava e intrecciava le giovani viti destinate ai vigneti.
Un gesto semplice.
Quasi quotidiano.
Ma capace di raccontare quanto profondamente la viticoltura fosse intrecciata alla vita familiare.
Guardando quelle immagini si comprende che qui il vino non è soltanto un prodotto.
È parte dell’identità stessa della famiglia.
I vigneti e il rispetto per la natura
Il cuore di Corte Aleardi si trova naturalmente tra i filari.
Passeggiando nei vigneti ho avuto modo di scoprire un approccio rispettoso e profondamente legato ai ritmi della natura.
Uno degli aspetti che più mi ha colpita è stata la presenza delle rose all’inizio dei filari.
Ammetto che inizialmente le avevo considerate un semplice elemento decorativo.
Mi sbagliavo.
Cristina mi ha spiegato che le rose svolgono da sempre una funzione importantissima.
Essendo più sensibili della vite ad alcune malattie fungine, rappresentano una sorta di sentinella naturale.
Osservando il loro stato di salute, i viticoltori possono accorgersi in anticipo di eventuali problemi ed intervenire tempestivamente.
È uno di quei dettagli che raccontano molto più di quanto sembri.
Raccontano osservazione.
Esperienza.
Conoscenza della terra.
E soprattutto rispetto per l’ambiente.
Ogni vigneto racconta una storia diversa
Durante la visita ho scoperto che non tutti i vigneti sono uguali.
Ogni appezzamento possiede caratteristiche proprie che influenzano il carattere dei vini prodotti.
Cambiano l’esposizione al sole.
Cambiano i terreni.
Cambiano le condizioni microclimatiche.
Ed è proprio da queste differenze che nasce la personalità di ogni etichetta.
Camminando tra i filari si impara ad osservare il paesaggio con occhi diversi.
Non si vedono più soltanto vigne.
Si iniziano a leggere le sfumature di un territorio.
Non una semplice degustazione
Molte degustazioni finiscono nel momento in cui il calice si svuota.
Qui succede l’opposto.
Ogni vino diventa il punto di partenza per raccontare una storia.
Cristina non si limita a spiegare le caratteristiche delle etichette.
Racconta le stagioni.
Le vendemmie.
Le difficoltà.
Le tradizioni.
I cambiamenti vissuti nel corso degli anni.
Così il vino smette di essere soltanto qualcosa da assaggiare e diventa il risultato di un lungo percorso.
Un percorso che parte dalla terra e arriva fino al bicchiere.
I vini di Corte Aleardi: il carattere della Valpolicella nel calice
Ogni vino racconta una storia diversa.
Durante la degustazione ho avuto modo di scoprire come i diversi vigneti della tenuta contribuiscano a creare etichette con caratteristiche uniche, profondamente legate al territorio della Valpolicella Classica.
Tra i vigneti più importanti troviamo Bure Alto, caratterizzato da terreni calcarei e argillosi.
È proprio da qui che nasce uno dei vini simbolo dell’azienda: l’Amarone della Valpolicella, espressione elegante e complessa di questo territorio.
Nel calice regala profumi intensi di frutta matura, spezie e note balsamiche, accompagnati da una struttura importante e da una straordinaria capacità di evolvere nel tempo.
Diverso ma altrettanto interessante è il vigneto Montepalà, situato in una posizione particolarmente favorevole grazie all’esposizione a sud e ai terreni calcarei e ghiaiosi.
Da queste uve prendono vita vini che esprimono grande equilibrio e finezza aromatica, tra cui il Valpolicella Classico, il Valpolicella Superiore e il celebre Ripasso, caratterizzato da profumi di ciliegia, frutti rossi maturi e leggere sfumature speziate.
Tra le etichette prodotte da Corte Aleardi merita una menzione anche il Recioto della Valpolicella, uno dei vini più antichi della tradizione locale.
Dolce, vellutato e intenso, conquista con sentori di frutta appassita, confettura e cacao, raccontando una delle anime più storiche della viticoltura veronese.
Ciò che mi ha colpito maggiormente non è stata soltanto la qualità dei vini, ma il modo in cui ogni etichetta riesce a raccontare il paesaggio da cui proviene.
Dopo aver camminato tra i filari, osservato i terreni e ascoltato i racconti della famiglia Ferrari, ogni calice assume un significato diverso.
Non è più semplicemente vino: è il risultato di una storia che attraversa generazioni, stagioni e colline.
Quando il territorio diventa parte dell'esperienza
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è stato scoprire quanto forte sia il legame di Cristina con la sua terra.
Durante uno dei due giorni, abbiamo lasciato la tenuta ed insieme ai suoi due meravigliosi cani ci siamo dirette verso un sentiero nel bosco.
Un percorso non troppo impegnativo che ci ha portate a raggiungere il borgo di San Giorgio in Valpolicella.
Una semplice passeggiata si è trasformata in un viaggio tra storia, curiosità e racconti locali.
Cristina mi ha parlato delle tradizioni del borgo, delle sue particolarità.
Della storia di queste infinite colline.
E degli antichi percorsi che attraversano la Valpolicella.
Il presente e il futuro di Corte Aleardi
Oggi Cristina e i suoi fratelli portano avanti il progetto iniziato dal padre.
Lo fanno con entusiasmo, idee nuove e uno sguardo rivolto al futuro.
Ma senza dimenticare il passato.
Aleardo continua ancora ad essere una presenza importante nella vita dell’azienda.
Gli anni passano, ma il suo legame con questa terra rimane evidente.
Ed è bello vedere come le generazioni si incontrino ogni giorno tra questi vigneti.
Da una parte l’esperienza di chi ha costruito tutto questo; dall’altra l’energia di chi lo sta accompagnando verso il futuro.
Dormire a Corte Aleardi
Per comprendere davvero questo luogo consiglio di fermarsi almeno una notte.
La foresteria di Corte Aleardi permette di vivere la tenuta con tempi più lenti.
Un luogo incantevole dove la sera il silenzio avvolge i vigneti.
E al mattino si aprono le finestre mentre davanti agli occhi compaiono soltanto colline, filari e natura.
È uno di quei posti che invitano a rallentare ed a staccare dal ritmo quotidiano, concedendosi il lusso del tempo.
La bellezza di questa struttura é che può ospitare poche persone, questo rende l’esperienza ancora più particolare.
Cosa vedere nei dintorni
Corte Aleardi può essere anche un ottimo punto di partenza per esplorare la Valpolicella.
Tra i luoghi che ti consiglio di visitare ci sono:
il borgo di San Giorgio in Valpolicella;
il borgo di Sant'Ambrogio di Valpolicella;
le colline della Valpolicella Classica;
i sentieri che attraversano vigneti e boschi;
il Lago di Garda, facilmente raggiungibile in poco tempo.
oppure, affacciate sul Lago di Garda, meravigliose cittadine come Lazise;
La combinazione tra natura, vino, cultura e paesaggi rende questa zona perfetta per un weekend lento e autentico.
Perché consiglio questa esperienza
Quando sono arrivata a Corte Aleardipensavo di visitare una cantina.
Quando sono ripartita avevo la sensazione di aver conosciuto una famiglia.
Ed è probabilmente questo il motivo per cui il ricordo di questi due giorni mi accompagnerà a lungo.
Perché il vino era eccellente.
Perché i panorami erano bellissimi.
Perché la Valpolicella merita di essere scoperta.
Ma soprattutto perché dietro tutto questo ci sono persone che da sette generazioni custodiscono la propria storia e la condividono con chiunque abbia voglia di ascoltarla.
E oggi, in un mondo che corre sempre più veloce, credo che questo sia uno dei valori più preziosi che un viaggio possa ancora regalarci.
Per me é stato un viaggio inaspettato ed assolutamente indimenticabile.
Due giorni che mi hanno dato l’opportunità di conoscere la Valpolicella, ma, soprattutto di entrare in punta di piedi nella storia familiare di Cristina e della sua Corte Aleardi.
Sono queste le cose che amo di più del mio lavoro:
le connessioni umane che nascono viaggiando;
raccontare esperienze reali, vissute in prima persona;
entrare in contatto con aziende come Corte Aleardi dove l’autenticità è alla base.
In un’epoca in cui molte esperienze turistiche rischiano di apparire costruite e impersonali, qui si ritrova il piacere delle cose autentiche: il racconto di una tradizione, il lavoro quotidiano nei vigneti e l’accoglienza sincera di chi ama condividere la propria storia.
Spero tanto che questo racconto possa averti incuriosito a visitare questa meravigliosa zona d’Italia e, perché no, anche ad andare a far visita a Corte Aleardi per conoscere di persona Cristina e la sua famiglia, oltre che, degustare i loro favolosi vini.
Mi raccomando, se passi di lì, digli che ti mando io e portagli un grande abbraccio da parte mia.
A questo punto non mi resta che salutarti e darti appuntamento al prossimo articolo.
A presto.
Mary
#collaborazione Questo viaggio é stato possibile grazie alla mia recente collaborazione con Corte Aleardi. Grazie a questo incontro ho avuto l'opportunità di conoscere la storia di una famiglia che da sette generazioni custodisce un pezzo di Valpolicella. Durante i due giorni, in cui sono stata loro ospite, ho potuto conoscere la loro storia familiare, la loro arte di vinificazione ed anche esplorare la Valpolicella, un territorio italiano di gran pregio, dove nascono prodotti di eccellenza, riconosciuti in tutto il Mondo.
Mary
Ciao Sono Mary, autrice del blog una valigia piena di viaggi.
Qui troverai i racconti dei miei viaggi con l'aggiunta di dettagli personali e curiosità riguardanti i luoghi che visito.
Condividerò con te i miei personali itinerari e consigli di viaggio in base alle esperienza che vivrò.
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