Da Stresa a Baveno, tra le Isole Borromee e il Parco Pallavicino
Ciao e Benvenuto/a in questo nuovo articolo.
Oggi voglio parlarti del mio recente weekend sul Lago Maggiore, per me, era ancora una zona nuova da scoprire e devo dire che é stata una bella scoperta.
Questo weekend mi ha dato finalmente l’occasione di seguire un itinerario di tre giorni tra borghi affacciati sull’acqua, navigazioni sul lago, palazzi storici, giardini e le meravigliose Isole Borromee.
Un percorso che, insieme al mio gruppo di viaggiatori, mi ha permesso di vedere molto senza trasformare il viaggio in una corsa da una tappa all’altra: Stresa, Baveno, Isola Madre, Isola dei Pescatori, Isola Bella e Parco Pallavicino sono state le tappe di un weekend che ha saputo alternare bellezza, storia e natura, lasciando anche il giusto spazio per fermarsi a guardare ciò che avevamo intorno.
Prima di raccontarti i dettagli del nostro itinerario tra le Isole Borromee, se é la prima volta che leggi il mio blog, lascia che mi presenti brevemente:
Io sono Mary, Travel Blogger, Travel Content Creator e Tour Leader.
Vivo, delle emozioni, che ogni luogo sa regalarmi.
Ed, al ritorno da ogni mio viaggio, mi trasformo in una Storyteller, per raccontarti la mia esperienza.
Ed ora che ci conosciamo meglio, iniziamo a scoprire storia, curiosità e meraviglie del Lago Maggiore.
L'inizio del nostro viaggio ci porta a Stresa e Baveno
È qui che ci siamo incontrati con il gruppo e, dopo i primi saluti e qualche momento per sistemarci, abbiamo iniziato ufficialmente il nostro viaggio.
La prima destinazione non era ancora una delle Isole Borromee, ma Baveno, che abbiamo raggiunto direttamente in barca.
Ed è stato un modo perfetto per cominciare a conoscerci in quello splendido scenario naturalistico..
Arrivati a Baveno, ci siamo concessi una passeggiata senza fretta, seguendo il lungolago e poi entrando nelle vie del piccolo borgo.
È stato il nostro primo assaggio di quella dimensione più raccolta e tranquilla che avremmo ritrovato anche nelle tappe successive.
Tra le cose che abbiamo scelto di vedere c’è il complesso monumentale di Baveno, formato dalla Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso, dal Battistero di San Giovanni e dal piccolo spazio circostante.
La chiesa, di origine romanica, risale al XII secolo ed è costruita in granito rosa, la caratteristica pietra locale che ritroveremo anche in altri edifici e monumenti della zona. Accanto si trova il Battistero di San Giovanni, una costruzione dalla storia ancora più antica: studi recenti ne fanno risalire l’origine al V secolo.
Entrare al suo interno è stato anche un modo per scoprire un volto diverso del Lago Maggiore, lontano dai grandi palazzi e dai giardini monumentali che avremmo incontrato il giorno successivo.
Dopo la passeggiata abbiamo ripreso la barca per tornare a Stresa. La giornata si è conclusa con una cena tutti insieme, il primo momento davvero conviviale del viaggio e l’occasione per iniziare a conoscerci davvero.
Era appena l’inizio del nostro weekend, ma il Lago Maggiore aveva già iniziato a raccontarci qualcosa di sé.
Isola Madre: la prima meraviglia delle Isole Borromee
Ancora una volta, il nostro Capitano di Navigazione ci attendeva al molo di Stresa per portarci a destinazione sull’isola Madre.
Ci siamo dati appuntamento e abbiamo iniziato la visita seguendo il percorso che conduce alla biglietteria.
Il suo consiglio di arrivare presto é stato davvero molto utile, perché davanti a noi, c’erano pochissime persone e questo ci ha permesso di goderci la visita senza troppe folle.
Abbiamo iniziato attraversando il giardino botanico e il Palazzo Borromeo.
Per accompagnarci, durante la visita, avevamo a disposizione un’audioguida, compresa nel biglietto d’ingresso, che ci ha permesso di procedere con i nostri tempi e di soffermarci sui punti che più attiravano la nostra attenzione.
Il palazzo racconta secoli di storia della famiglia Borromeo e conserva ambienti, arredi e collezioni che testimoniano il passato aristocratico dell’isola.
Ma, almeno per me, è stato il giardino a conquistare maggiormente la scena.
Camminare tra i suoi viali, con il lago che compariva continuamente tra la vegetazione, dava quasi la sensazione di trovarsi in un luogo sospeso.
Non era soltanto la varietà del paesaggio a colpirmi, ma soprattutto l’atmosfera: ordinata e curata, ma allo stesso tempo sorprendentemente naturale.
E poi ci sono gli animali che popolano il giardino, che rendono la passeggiata ancora più curiosa.
Tra pavoni, fagiani, anatre variopinte ed altri abitanti dell’isola, il percorso assume a tratti un ritmo quasi giocoso, soprattutto quando ci si trova a rallentare per osservare maestosi piumaggi comparsi improvvisamente lungo il cammino.
La visita ci ha portati a scoprire quindi due anime molto diverse ma perfettamente legate tra loro: quella storica del palazzo e quella più verde e rilassata del giardino.
Ed è stata proprio quest’ultima a lasciare in me il ricordo più forte di Isola Madre.
Isola dei Pescatori: il volto più autentico del lago
Dopo Isola Madre siamo nuovamente saliti in barca per raggiungere Isola dei Pescatori.
Il cambio di atmosfera è stato immediato.
Se Isola Madre ci aveva accolti tra giardini e ambienti storici, qui ci siamo ritrovati all’interno di un piccolo borgo affacciato sul lago, fatto di vicoli stretti, case, negozi e scorci che invitavano semplicemente a camminare.
Anche il pranzo si è trasformato in una piccola scelta organizzativa di gruppo.
Alcuni hanno preferito fermarsi al ristorante e godersi la pausa con più calma; altri, desiderosi di avere qualche minuto in più per esplorare l’isola, hanno optato per un panino al volo.
Io ho approfittato proprio di questo secondo gruppo per andare alla scoperta dell’isola.
Abbiamo camminato tra i piccoli negozi di souvenir, seguito i vicoli fino alla Chiesa di San Vittore e poi raggiunto il caratteristico cimitero dell’isola.
Sono dettagli semplici, ma sono proprio questi a rendere Isola dei Pescatori diversa dalle altre due isole Borromee.
Qui il legame con il lago non è raccontato soltanto attraverso i grandi palazzi o i giardini, ma attraverso la storia di una comunità che per secoli ha vissuto di pesca.
La Chiesa di San Vittore e il piccolo cimitero fanno parte proprio di questo patrimonio.
E passeggiando tra le tombe si possono notare anche alcuni piccoli modellini di barche, un dettaglio particolarmente curioso che richiama la tradizione marinara delle famiglie dell’isola.
È stata probabilmente la tappa più breve della nostra giornata, ma anche quella che ci ha permesso di vedere un volto più quotidiano e autentico del Lago Maggiore.
Non solo palazzi e giardini, quindi, ma un piccolo borgo vissuto.
Isola Bella: il cuore del viaggio
Se Isola Madre mi aveva conquistata con la sua atmosfera e Isola dei Pescatori con il suo carattere più autentico, Isola Bella è stata la tappa che ha raccolto un po’ tutto quello che avevamo incontrato fino a quel momento.
Arrivati sull’isola, abbiamo iniziato la visita da Palazzo Borromeo, uno dei luoghi più rappresentativi delle Isole Borromee.
Le sale storiche, gli arredi, le collezioni e i numerosi ambienti del palazzo raccontano la storia della famiglia Borromeo e della trasformazione dell’isola in una vera e propria dimora principesca.
Ma è uscendo dal palazzo e affacciandosi sui giardini che, almeno per me, è arrivato il momento più spettacolare della visita.
Il Giardino Barocco all’italiana di Isola Bella si sviluppa su più livelli e sembra quasi fondersi con il lago.
Terrazze, statue, obelischi e scenografiche prospettive creano un paesaggio che cambia continuamente mentre si cammina.
Sono completamente diverse da tutto ciò che avevamo visto fino a quel momento: ambienti freschi e ombrosi, decorati con conchiglie, pietre, ciottoli e motivi ornamentali che trasformano le stanze in qualcosa di quasi surreale.
È uno di quei luoghi in cui viene spontaneo fermarsi a osservare i dettagli.
A fine giornata avevamo attraversato tre isole molto diverse tra loro, ma Isola Bella è stata senza dubbio quella che ha lasciato in me l’impressione più scenografica.
Se dovessi scegliere una sola tappa delle Isole Borromee da non perdere, questa sarebbe probabilmente la mia scelta.
Una pausa a Stresa e l'ultima sera insieme
Dopo una giornata trascorsa tra Isola Madre, Isola dei Pescatori e Isola Bella, siamo rientrati a Stresa nel pomeriggio.
Per le 17 eravamo nuovamente in hotel e, dopo tante ore trascorse a camminare e a spostarci in barca, qualche ora di pausa era proprio quello che ci voleva.
Ci siamo concessi un po’ di riposo prima di uscire nuovamente per la cena.
Ed è stato anche il momento in cui ho avuto la conferma che avevamo avuto pochissimo tempo per conoscerci, eppure il gruppo si era trovato subito sulla stessa lunghezza d’onda (cosa che non sempre nei viaggi di gruppo é scontata).
Persone disponibili, adattabili, con voglia di stare insieme e soprattutto con lo spirito giusto per vivere il viaggio senza complicazioni.
Infondo, anche questo fa parte di un itinerario.
Perché i luoghi che visitiamo sono importanti, ma le persone con cui li condividiamo possono cambiare completamente il modo in cui li ricordiamo.
Parco Pallavicino: un finale diverso
L’ultima tappa del nostro weekend ci ha portati in un luogo completamente diverso da quelli visitati nei due giorni precedenti.
Il Parco Pallavicino, sulle rive del Lago Maggiore, si sviluppa su circa 18 ettari e unisce giardini, aree verdi e spazi dedicati agli animali.
Abbiamo seguito il percorso indicato dalla mappa, attraversando le diverse zone del parco e fermandoci sia nei giardini sia nelle aree dedicate agli animali, compresa quella della fattoria.
Dopo la magnificenza dei palazzi e dei giardini delle Isole Borromee, il cambio di atmosfera è stato evidente.
Probabilmente, dovendo scegliere, non sarebbe stata la tappa più vicina ai gusti del nostro gruppo di viaggiatori.
Ma alla fine anche questo fa parte del bello di un viaggio: qualche tappa può sorprenderti meno di altre, eppure può diventare comunque un’occasione per stare insieme, ridere e condividere qualche ora in modo diverso.
E così anche il Parco Pallavicino ha trovato il suo posto nel nostro itinerario.
Dopo la visita ci saremmo dovuti salutare ed invece, come spesso accade, quando il gruppo sta bene, si cerca l’occasione per prolungare la permanenza.
Così ci siamo fermati qualche ora in più per l’ultimo pranzo tutti insieme, prima di salutarci e chiudere ufficialmente il nostro weekend sul Lago Maggiore.
Quanto tempo serve per visitare le Isole Borromee?
Una delle domande che ci si può porre organizzando un viaggio sul Lago Maggiore è quanto tempo dedicare alle Isole Borromee.
Nel nostro caso abbiamo concentrato Isola Madre, Isola dei Pescatori e Isola Bella nella stessa giornata, spostandoci da un’isola all’altra in barca.
È stata una giornata piuttosto intensa, ma organizzata in modo da avere tempi diversi a seconda della tappa: più tempo per visitare Isola Madre e Isola Bella, mentre Isola dei Pescatori è stata una sosta più breve, anche in funzione del pranzo e del tempo che avevamo a disposizione.
Il resto dell’itinerario ci ha permesso invece di distribuire il viaggio senza dover concentrare tutto nella stessa giornata: Baveno è stata la nostra prima escursione, mentre abbiamo lasciato Parco Pallavicino per l’ultima mattina.
Questo, però, non significa che sia l’unico modo possibile per organizzare la visita.
Il nostro itinerario di tre giorni è stato quindi un punto di partenza, non una formula rigida: può essere adattato facilmente a un viaggio in coppia, con gli amici, in famiglia o anche a un’esperienza in solitaria.
Il Lago Maggiore che non conoscevo
Il Lago Maggiore era una zona d’Italia che ancora non conoscevo e che, in questi tre giorni, mi ha sorpresa soprattutto per quelle caratteristiche che forse fanno meno rumore, ma che alla fine sono quelle che rimangono più a lungo.
L’ho trovato curato, pulito, silenzioso e accogliente.
Mi hanno conquistata i giardini delle Isole Borromee, il susseguirsi delle isole viste dall’acqua, i piccoli vicoli di Baveno e dell’Isola dei Pescatori, gli ambienti sorprendenti di Palazzo Borromeo e, più semplicemente, quella sensazione di ordine e tranquillità che ho ritrovato lungo il viaggio.
Ma c’è un’altra cosa che porterò con me.
In tre giorni abbiamo visto molto, percorso parecchi chilometri, preso diverse barche e scoperto luoghi completamente nuovi.
Eppure il ricordo più bello non sarà soltanto legato alle isole o ai giardini.
Sarà anche quello di un gruppo che, pur avendo avuto poco tempo per conoscersi, ha trovato quasi subito il proprio equilibrio.
Persone adattabili, disponibili e con la voglia giusta di condividere il viaggio.
Forse è proprio questo il bello dei viaggi di gruppo: partire per scoprire un luogo e tornare a casa con qualche ricordo in più, qualche fotografia in più e, a volte, anche qualche persona da aggiungere ai propri ricordi.
Se l’idea di un viaggio di gruppo ti stuzzica, allora dai un’occhiata alle proposte che abbiamo …
Ogni mese ci impegniamo ad aggiungere nuove mete sia in Italia che in giro per il Mondo.
A questo punto credo di averti dato tutte le informazioni sul nostro viaggio di gruppo sul Lago Maggiore.
Come sempre, se hai altre domande, o curiosità, non esitare a scrivermi.
Io ti saluto e ti dò appuntamento al prossimo articolo, che sarà sicuramente su una destinazione che mi ha stupito in qualche modo.
A presto.
Mary
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#collaborazione
Questo viaggio é stato possibile grazie alla mia recente collaborazione con Meeters una startup innovativa, nata nel 2017 per iniziativa di Davide Zanon, il suo fondatore, quasi per caso, allo scopo di esplorare gli angoli nascosti più belli d’Italia. Non una normale agenzia di viaggi né un’app per incontri: Meeters è un Tour Operator innovativo che, tramite sito e app dedicata agli iscritti, offre un servizio che mette in connessione chi desidera esplorare il territorio italiano e non solo in compagnia di altri appassionati di viaggio.

