Ci sono viaggi che finiscono quando torni a casa. E poi ci sono viaggi che ti restano addosso, negli occhi, nel cuore.
Questo viaggio a Zanzibar è stato così.
Un gruppo partito come sconosciuti e tornato come famiglia.
Persone che si sono affidate, che hanno superato paure, che si sono lasciate sorprendere da un’isola capace di stravolgerti piano, senza fare rumore.
Abbiamo condiviso albe in barca, tramonti infiniti, mare cristallino.
Ma soprattutto abbiamo condiviso emozioni vere, risate, silenzi, abbracci.
Abbiamo incontrato persone, storie, sguardi che restano.
E ognuno è tornato a casa con qualcosa in più… o forse con qualcosa di diverso.
Io per prima sono tornata cambiata.
Con quel famoso mal d’Africa che non passa.
Con un pezzo di cuore rimasto lì, tra quella sabbia e quelle persone.
Grazie a questo gruppo per essersi aperto, fidato, lasciato guidare.
Perché Zanzibar la visiti… ma l’Africa, se vuoi davvero, la vivi.
E certe emozioni, una volta vissute, non ti lasciano più.
Zanzibar, il gruppo e quel pezzo di cuore rimasto lì: quando 9 giorni di viaggio ti cambiano.


